5 cose da imparare dalle televendite

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Notte fonda sul divano. Faccio zapping, gironzolando da un canale all’altro, in cerca di un colpo di sonno che non arriva. Cambio in continuazione, non c’è nulla che mi piaccia, niente  per cui valga la pena alzare il ditino-malefico dal telecomando che controlla il digitale terrestre. Fino a che… fino a che ci sono e m’inchiodo su una cosa che non riesco a non vedere. Quello che mi incolla, letteralmente, gli occhi allo schermo, staccando le falangi dal potere, è una di quelle trasmissioni (eufemismo dal punto di vista dello share, disfemismo da quello della redemption) che riempiono le emittenti locali e arrivano nelle case della gente per vendere.

Nostra Signora La Televendita è la regina del trash e la sublimazione del luogo comune fatto slogan. Lo so. E lo so benissimo, ma a me piace da morire e ogni volta che ne becco una, per sbaglio, non riesco a staccarmene per un bel pezzo. Capitemi, sono l’ultima figlia di un venditore porta a porta dei gloriosi anni Cinquanta e sono cresciuta con il mito del supereroe che mi ha generato. Lui vendeva biancheria. Entrava in casa, in ogni casa sul suo percorso, e – a seconda di chi si trovava sull’uscio – cambiava voce, faccia e modi. Con la marchesa diventava il Principe della seta indiana, con la moglie del fattore, andava a  pane e salame e dialetto stretto e con la maestra, poi e senza nemmeno un paio d’occhiali, entrava nel ruolo del Professore dei materassi. Lui sorrideva, riconfigurandosi all’occorrenza, e loro compravano. Felici di comprare. Le cose che vendeva lui erano normalissime fino a prima di entrare sulla sua macchina; arrivate nel suo bagagliaio, poi, si trasformavano sempre, per magia: qualunque fosse l’articolo da “piazzare”, diventava, subito:

  1. raro e prezioso;
  2. indispensabile;
  3. scontatissimo;
  4. ultimo.

Lui vendeva senza vendere, e lo faceva lasciando che fossero i suoi clienti a parlare, a desiderare, a chiedere. Ora che sapete che sono la figlia di un padre così, non è difficile capire perché mi piaccia tanto la televendita. Oggi, leggendo il post di minimarketing da Bloglovin, ho trovato le parole di Gianluca Diegoli e ho deciso di condividerlo perché cita le 5 cose da imparare dalle televendite e mettere in pratica, ogni giorno, nelle nostre miniere. 5 cose di cui tre in comune con i punti cardinali che orientavano il mio babbo.

Eccole:

  1. il senso di urgenza;
  2. la ripetizione;
  3. lo sconto;
  4. dimentica le caratteristiche, ma parla dei vantaggi;
  5. video, video, video.

Leggi l’articolo originale:

http://www.minimarketing.it/2014/01/cinque-cose-che-nellecommerce-dobbiamo-imparare-dalle-televendite.html#ixzz2r2SBhAXO

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