Come reagire ai commenti negativi su Facebook: un paio di dritte.

Commenti negativi su Facebook

Commenti negativi: che faccio? Li cancello?

Se sulla tua pagina Facebook trovi uno o più commenti negativi, la prima cosa che ti viene in mente è cancellarli. Prima di farlo, però, ti consigliamo di chiederti se davvero quello che vuoi nascondere vada eliminato oppure se non valga la pena di sfruttare il commento per generare consensi.

CASO A) Se il commento negativo contiene insulti vaghi, va rimosso.

Chiunque sia l’autore degli insulti, il nostro consiglio (frutto di succo di buon senso al 100%) è di eliminare il commento. Punto. Stop.

Chi ti parla in modo volgare e vago, rinunciando all’educazione e – soprattutto – evitando accuratamente di essere preciso, non merita la tua attenzione.

  1. Togliti il pensiero e leva il commento e al massimo, scrivigli in privato.
  2. Se insiste, fagli sapere in pubblico che non ti piace essere offeso gratis. Che per accettare un’accusa, tu – come chiunque altro – hai il diritto di conoscere come minimo la tua imputazione.

Considera anche che John Smith, l’infausto e maleducato commentatore che t’insulta, potrebbe non esistere o dietro la sua identità potrebbe celarsi un concorrente invidioso (e – diciamocelo – pure un po’ sfigato).

CASO B) Se il commento è una lamentela, prima di cancellarlo sappi che da un commento negativo, può anche nascere un’opportunità.

Quando qualcuno si lamenta e protesta per un disservizio o qualcosa che non va (purché si mantenga entro i limiti di una comunicazione civile), puoi cogliere la palla al balzo per dimostrare  – CON I FATTI – quanto tieni al parere dei tuoi seguaci e dei tuoi interlocutori. Rispondigli prima possibile, quindi, e fa’ in modo che si generi un confronto, stimolando il commentatore a replicare.

  1. Rispondigli in chiaro, sulla bacheca, esattamente sotto al suo commento.
  2. Fagli sapere che sei a disposizione, che non sei solo una macchina o un programma di aggiornamento automatico.
  3. Non negare un eventuale errore, per lo meno, non farlo prima di essere andato davvero a fondo dell’inghippo.
  4. Stimola il suo intervento.
  5. Dagli un motivo per ricredersi.
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