Numero UNO: tienili svegli, se vuoi che leggano.

Vuoi che i tuoi post siano letti? … Magari condivisi?

Ecco. Di seguito alcuni spunti basici per fare in modo che i tuoi lettori non cadano in catalessi.

😉

Superato il Super-Io e dribblato un sano egocentrismo, un altro errore in cui si può incappare quando si crea un profilo aziendale (o anche personale) su un social network è quello di annoiare il nostro interlocutore.

Che si producano salami (assicuro il lettore che i continui richiami culinari sono assolutamente voluti), vestiti firmati o razzi spaziali, l’obbiettivo di ogni buon comunicatore è quello di interessare chi ci ascolta o, meglio ancora, chi ci legge.

Recenti studi provano che la lettura di un testo su monitor affatica l’occhio umano che trova maggiore difficoltà rispetto alla lettura di un testo su supporto cartaceo, con un conseguente calo attentivo dell’area cerebrare deputata alle funzioni logico-cognitive, abbassando il tempo massimo di friuzione di un testo virtuale portandolo a…. visto? Vi sto annoiando. A quest’ora avete già cliccato sul link della pubblicità dell’ultimo smartphone.

Discorsi lunghi, frasi complesse, paroloni accademici, tecno bla bla, stroncano le possibilità di accaparrarsi le simpatie di qualsisi lettore, a meno che non stiate scrivendo una tesi di laurea. Oltretutto, più ci si dilunga su un argomento più si corre il rischio di cadere nella banalità delle frasi fatte e della retorica.

Se ci si mette nei panni di chi ci legge, immaginando desideri, necessità e, perchè no, gusti, si può rendere interessante anche un simposio (a proposito di paroloni) sulla vita riproduttiva delle balene (non me ne voglia Greenpeace).

I latini dicevano: do ut des (aridaglie!)

Perchè un potenziale cliente dovrebbe spendere il suo tempo per navigare su un company profile che non gli offre le informazioni, le risposte, il prodotto, o semplicemente l’intrattenimento che cerca?

La regola non cambia se si parla del profilo personale di un imprenditore o di un manager che comunque, di riffa o di raffa, viene inevitabilmente collegato all’azienda. La mente umana è come lo scafo del Titanic, ragiona a compartimenti stagni. Se si allaga il primo si allagano tutti.

Se l’account Linkedin del megadirettoregenerale è più vuoto del frigo del Mahatma Gandhi cosa può offrire l’azienda che gestisce?

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