Marketing: ma mica solo fuori.

marketing interno

Sottotitolo:

COS’è E A COSA SERVE IL TUO MARKETING INTERNO?

Se diamo per vera la definizione che spiega il marketing come la scienza che studia il mercato e le sue relazioni, oggi, qui, su questo post, stiamo per darti una notiziona.

Mercato e relazioni ESISTONO anche dentro le mura della tua azienda.

Che siate in mille o in quattro o perfino da solo, se hai un’azienda da portare avanti non puoi prescindere (verbo alternativo: fregartene) del marketing interno.

Con chi lavora con te, devi imparare a usare le stesse leve che gioco forza hai imparato a sfruttare con l’esterno.

Parlando di marketing, ormai lo sai, il primo passo riguarda l’analisi.

Cioè la conoscenza. Cioè: il profilo delle PERSONE che lavorano per te.

Cioè : devi conoscere chi ti sta intorno, chi porta avanti il tuo lavoro, chi può essere:

  1. l’artefice del tuo successo e l’ambasciatore del tuo brand;
  2. un omino (o una donnina) che scalda la sedia.

Se la busta numero uno ti piace più della due o alla uno hai smesso di crederci, forse vale la pena tu ti faccia le seguenti domande:

  1. Conosci chi lavora con te? Se hai risposto “certo”,noi ti crediamo ma tu, per scrupolo, fatti una contro-domanda: quand’è stata l’ultima volta che gli hai dedicato 5 minuti per sapere se è felice di quello che fa, se sta bene dove è, se ha idee nuove per stare meglio?
  2. Credi di essere stimato da chi lavora con te? Se hai risposto “certo”, allora devi per forza aver aperto la busta uno. I tuoi dipendenti e collaboratori ti adorano. Parlano di te spesso, anche sui social (spontaneamente) e il tuo ambiente di lavoro è un vero “great place to work”. Se non ti chiami Richard Branson o Brunello Cucinelli, il nostro consiglio, ogni tanto, è di metterti in discussione;
  3. Che aria tira in azienda? Chi lavora con te ti sorprende lavorando anche fuori orario, non guarda mai l’orologio, finisce i carichi nel weekend – felice di farlo? Oppure, scattata l’ora X, si dilegua come un ectoplasma che non lascia traccia? Fa il minimo sindacale (spesso solo sotto pressione) e a volte manco quello?

Se hai voglia di metterti in discussione, sul serio, comincia ad annusare l’aria. Poi studia un piano marketing interno. Parla con la tua gente (se non hai dipendenti, fallo lo stesso: chiunque abbia collaboratori o fornitori ha un mercato interno da valorizzare). Trova il modo per renderla più felice.

Perché? Perché un ambiente più felice significa più produttivo. Più produttivo, significa più redditizio.

Se, invece, ritieni non valga la pena (“Con quello che li paghi, ‘sti stronzi!”/ “Che è già tanto se li pago, ingrati!”), non stupirti di nulla, compreso il fatto che le sedie del tuo ufficio si svuotino alla campanella, che i dipendenti di imprese illuminate facciano a gara per condividere qualsiasi stronzata pubblicata sui social e i tuoi manco per il piffero, che su Linkedin tu abbia meno connessioni del tuo fornaio e che il tuo turn-over faccia a gara con quello del carrozzone di Mangiafuoco.

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