LE 5 COSE CHE SUCCEDONO SE ASSUMI UN’AGENZIA DI COMUNICAZIONE A 360 GRADI.

Stai cercando un’agenzia per promuovere i tuoi prodotti.

Sogni una comunicazione bella, pulita, innovativa. Dai un’occhiata su internet, e trovi circa mezzo miliardo di agenzie solo nella tua città, dieci volte il totale degli abitanti dell’Italia. Apri il sito delle più vicine a te, e scopri che ripetono tutte la stessa, identica frase: “la nostra comunicazione è a 360°”. 

Ecco quindi LE CINQUE COSE CHE SUCCEDONO SE ASSUMI UN’AGENZIA DI COMUNICAZIONE A 360 GRADI.

1) LA GIRAVOLTA

Il benvenuto in agenzia te lo danno una montagna di stampati e brochure. Nomi giganteschi, campagne prestigiosissime, praticamente budget illimitati. 

– Avete lavorato per tutti questi? – ti viene spontaneo chiedere al signore che ti accoglie gobbo dietro un monitor enorme, sporchissimo, strapieno di post-it. A memoria, quel Mac colorato andava di moda una quindicina di anni fa. Ma i cartonati alle pareti dicono altro: devi essere capitato nel posto giusto.

– No, no. No. No. – scuote la testa cupo – quella è la nostra… collezione. Li teniamo lì solo per… prendere spunto. 

– Ah… capisco. 

– Io stavo pensando a una campagna per aumentare la visibilità della mia collezione di abiti. Vi occupate di questo?

– Noi ci occupiamo di tutto.

– In che senso… di tutto?

– Nel senso che se c’è una cosa che vuole il cliente, la facciamo. 

– Ma… sapete come farla?

– Certo. E poi c’è Internet per questo. È pieno di guide.

– …posso chiederle per chi avete lavorato? O lavorate? Qualche esempio, giusto per farmi un’idea. 

– In realtà siamo un’agenzia giovane. Siamo aperti da poco. Il mercato è difficile ma stiamo cercando di emergere. Nel 2007 abbiamo avuto praticamente l’esclusiva su tutti i giornalini di provincia per la comunicazione di aste fallimentari. Un successo. 

2) LA NAUSEA 

– Capisco… siete specializzati in qualche campo particolare? 

– Sì, certo. Facciamo comunicazione a 360 gradi. 

– Ma 360° non è una specializzazione! 

– Beh, noi facciamo grafica, comunicati stampa, marketing, pr, impaginazione professionale, servizio stampa, plotter, biglietti da visita, rilegatura di tesi, colazioni a domicilio, cuscini a forma di cuore con le foto stampate sopra. E brochure. Siamo fortissimi con le brochure. Le serve una brochure?

– Io… in realtà… sono piuttosto confuso. Avevo pensato a qualche 6×3 all’uscita della tangenziale per i miei abiti, però volevo il parere di un esperto…

– Non ci sono problemi. Possiamo fare anche cataloghi, volantini da inserire nelle caselle di posta. E siamo bravissimi, direi che siamo leader di mercato con le email di spam. Quando il server di google vede il nostro indirizzo email quasi vomita. 

– Ed è una cosa buona? 

– Certo! È marketing non-convenzionale! Nella posta in entrata ci possono arrivare tutti, ma noi puntiamo dritti allo spam!

3) LO SBANDAMENTO

– Guardi. Io vendo all’ingrosso, mi serve solo visibilità per…

– Appunto. Facciamo un casino di brochure! Faremo esplodere le cassette di posta di mezza città. 

– Non avete qualche mezzo più… tecnologico?

– Come desidera. Abbiamo tutto. Mio cug… lo stagista è bravissimo col computer e in un battibaleno può mettere su un blog su Myspace. 

– Myspace?!? Ma… oggi si usa Facebook! Twitter! Instagram!

– Quelli li usano tutti. Noi facciamo marketing non-convenzionale. 

4) LA CADUTA

– Vabbè. Parliamo di budget. 

La voce dell’interlocutore si fa strozzata. Gli occhi iniettati di sangue, le pupille dilatate oltre il punto di non ritorno. 

– Alfonsooo, vieniiii, parliamo di budget!

Alfonso arriva di corsa spantofolando, uscendo da uno stanzino laterale. In sottofondo il rumore di uno sciacquone: camicia hawaiana su pantaloncini a diciotto tasche e infradito. Si sistema il pacco e si siede.

– Budget?! Ho sentito budget?!

– Pensavo a 5 mila…

– Cinquemilaaa?! – in contemporanea dicono entrambi i comunicatori? – Dice sul serio?! Cioè… ce li paga veramente?! Mica fa come il macellaio sulla provinciale che poi siamo costretti a…

– No, a dire il vero i cinquemila sono per la campagna. Per voi pensavo… Scusi ma lui chi è?

– Oh, Alfredo, non ti sei presentato. 

– Piacere, Alfredo. 

– Piacere. Intendevo: cosa ci fa qui? 

– Io sono suo cugi… ehm…. lo stagista. 

– Ah, bene. Di cosa si occupa?

– Di tutto?

– Come di tutto? 

– Di tutto. È il motto della nostra agenzia: “ognuno deve saper fare un po’ di tutto, che nella vita serve sempre”. 

– Ma lei… avrà un settore in cui è esperto? 

– Boh. Sono bravissimo con facebook.

– Ah allora avete anche un social media manager! No, perché prima il suo collega diceva…

– No vabbè, ma non per lavoro. Intendo sul mio facebook. Il mio profilo. Ci passo le ore. Praticamente la giornata. 

5) …IL CAMBIO DI AGENZIA

Trecentosessanta gradi sono un angolo. Un angolo giro per la precisione: per tracciarlo con un compasso, si punta sul centro, e gli si fa compiere un bel giro su se stesso. Tornando sempre allo stesso punto.

Le agenzie di comunicazione non differiscono. Puoi assumerne finché vuoi, quando c’è quella scritta, alla fine, ti troverai esattamente al punto di partenza. 

Se sei fortunato fanno davvero tutto, ma lo fanno male. E ti ritrovi con un prodotto scadente. 

Nel caso b), quello sfortunato: mentono. 

MORALE

Con questo non vogliamo dire che le agenzie di comunicazione a 360 gradi siano tutte fuffa, ma se non hai quindici milioni di dollari di budget e la sede centrale della tua agenzia non è a Manhattan, lascia stare.

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