Il fenomeno degli “AdBlock”

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Stai navigando in internet: immerso nella lettura di un articolo che ti ha coinvolto, alla ricerca di qualche buon affare sui migliori siti di shopping online, o magari intento nella visione di un video su YouTube. Tutto procede bene, quando all’improvviso, proprio mentre sei particolarmente coinvolto dal contenuto, succede ciò che ti costringe ad andare a confessarti il fine settimana: la classica pubblicità online, che a volte non puoi nemmeno saltare o che è talmente infima da mimetizzare per bene la fantomatica “x” per liberartene (in alternativa, la x è talmente piccola che neanche una lente di ingrandimento basterebbe per individuarla), che sta diventando sempre più invasiva e inappropriata.

Quante volte ti è capitata la situazione sopra descritta? Scommetto parecchie volte!

Qualche anno fa però una mente malvagia (o geniale) di nome Michael Gundlach è riuscito a trovare una soluzione a questo fastidioso problema, diventando l’incubo di parecchi pubblicitari (che probabilmente si sognano il suo nome pure di notte).

Gundlach ha ideato un’estensione in grado di bloccare la visualizzazione delle pubblicità (AdBlock), con conseguenti programmi, da questa derivati, che stanno riscuotendo sempre più successo: secondo un recente rapporto di PageFair, l’11% degli utenti nel mondo ha utilizzato questi software, che risultano installati su oltre 600 milioni di dispositivi tra computer fissi, smartphone e tablet; è proprio su questi ultimi due dispositivi che gli utenti prediligono bloccare la réclame, con adblock scaricati su 380 milioni di dispositivi. Un aumento del 30% rispetto all’anno precedente.

Sei il sito presenta invece sistemi in grado di aggirare i programmi per il blocco delle inserzioni? Il 74% degli utenti americani preferisce abbandonare il sito, non rinunciando così al proprio adblocker.

Se il fenomeno è così presente e ben sviluppato, con numerosi protagonisti dell’ad-blocking che hanno dichiarato l’ambizione di sviluppare un mercato pubblicitario parallelo, risulta evidente come sia necessario riformare il panorama pubblicitario online, con pubblicità in grado di risultare efficaci o quantomeno tollerabili, evitando le attuali réclame invadenti e fastidiose che portano all’esasperazione anche gli utenti più tolleranti.

Enrico

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