I negozi non verranno eliminati dall’e-commerce (forse)

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In diverse città del nostro Paese ci si trova davanti a una situazione molto particolare, in cui molti piccoli negozi vengono chiusi settimanalmente e grandi centri commerciali crescono come funghi, attirando ogni giorno un flusso interminabile di persone.

A confermarlo è Massimo Moretti, presidente di Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali:

«Il mondo dei centri commerciali gode di buona salute: le affluenze e i fatturati sono costanti, nonostante la crescita dell’e-commerce; i centri commerciali aperti o ampliati negli ultimi due anni stanno registrando straordinari successi. Il settore però è in grande trasformazione.»

Gli e-commerce – sempre più popolari anche sui social network, come Instagram – continuano ad aumentare la propria portata, modificando le abitudini della società senza, tuttavia, portare ad un danneggiamento dei centri commerciali, almeno secondo le parole del presidente di Cncc.

Tuttavia, i vari shopping center – quindi i negozi – per rimanere in piedi in un era in cui tutto è digitale devono necessariamente aggiornarsi, rimanere al passo coi tempi, altrimenti il cartello CHIUSO DEFINITIVAMENTE si avvicinerà sempre di più alla serranda.  È necessario che si rinnovi l’offerta, puntando molto sull’esperienza/assistenza in negozio – insostituibile, per ora – e, in aggiunta, che si cambi qualcosa anche dal punto di vista legale e normativo. A confermarlo è sempre Moretti:

«Anche le regole d’ingaggio giuridiche devono adeguarsi. Il settore retail in Italia occupa 550mila addetti e l’auspicio è che chi dà lavoro e contribuisce enormemente dal punto di vista fiscale e crea sviluppo economico, non sia penalizzato nei confronti del canale puro e-commerce, che gode nel silenzio generale di un disallineamento normativo e fiscale. Viva la competizione, insomma, ma ad armi pari.»

Con i dovuti accorgimenti, quindi, i negozi fisici non saranno condannati a morte, almeno ce lo auguriamo!

Cosa ne pensate voi? Fatecelo sapere qui.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

 

Matteo

 

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