Il sito web giusto per la tua azienda: alcuni consigli utili

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Al giorno d’oggi il web è una risorsa imprescindibile, per due semplici motivi: è una fonte di informazioni illimitata e, soprattutto, offre un infinito numero di opportunità sia per privati che per aziende. Quest’ultime, in particolare, a piccoli passi stanno capendo la forza di questo potentissimo strumento nato all’inizio degli anni Novanta, tuttavia, di schifezze online se ne vedono ancora a bizzeffe…

Oggi vogliamo fornirvi, perciò, qualche consiglio utile su un particolare aspetto dell’internet, molto importante ma che troppe aziende prendono un po’ sotto gamba: il sito web.

Dato che di esempi horror se ne potrebbero fare a centinaia e rischieremmo di rendere questo blog post lunghissimo, abbiamo pensato di fornirvi un semplice elenco di requisiti e/o obiettivi che ogni sito web che si rispetti dovrebbe avere e conoscere a pieno:

  1. Target: è un punto fondamentale in ogni aspetto aziendale, poiché bisogna sempre avere bene in mente quali siano le persone a cui viene rivolto il prodotto o servizio offerto. Così anche per i siti web, dove è molto utile immedesimarsi nell’utente per poter soddisfare il suo bisogno, altrimenti col cavolo che ritornerà da voi!
  2. Usabilità: l’utente deve poter navigare con semplicità, senza perdere la testa nello scovare le sezioni o le informazioni utili. Inoltre, se vedete che il vostro sito ci impiega ore a caricare una pagina, non è forse meglio dargli una sistematina? Se no l’utente vi abbandonerà all’istante, fidatevi…
  3. Responsive design: negli ultimi anni gli accessi da mobile hanno superato quelli da desktop, perciò avere un sito che è in grado di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo col quale viene visualizzato è senza dubbia una bella cosa, anzi, fantastica.
  4. Homepage: è la prima impressione che gli utenti hanno della tua azienda online, vuoi quindi che piaccia fin da subito, no? È sicuramente la sezione più importante di ogni sito web e quella in cui i grafici si possono sbizzarire maggiormente. Cercate quindi di averla sempre aggiornata e con layout che siano almeno di questo decennio, grazie.
  5. Emozionalità: a seconda del settore di riferimento, il sito web deve comunque cercare di creare emozioni negli utenti – positive, ma non solo – per far sì che siano invogliati a proseguire nella navigazione e, soprattutto, nel rispondere alla vostra call to action (iscriviti, contattaci, acquista etc…).

Ecco, questa è solo una prima infarinatura generale, abbiamo voluto essere sintetici per non spaventarvi, dato che dietro ad ogni sito web c’è un mondo intero. Se, però, volete saperne di più al riguardo o volete avere un sito nuovo per la vostra azienda, noi siamo QUI a a vostra disposizione!

 

Matteo

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Ferie in arrivo? Ecco alcuni consigli per la tua pagina social aziendale!

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Siamo nel bel mezzo dell’estate, ogni mattina è una disgrazia indossare un pantalone lungo o una camicia – fortunatamente non è il mio caso – e le ferie si avvicinano sempre di più. Con i colleghi state già parlando delle spiagge che visiterai o del dolce cazzeggio che accompagnerà le tue lunghe giornate di metà agosto. Ma aspetta, ad una cosa non avete ancora pensato: ai social network dell’azienda!

Cosa fare con le pagine Facebook e compagnia bella? Chi pubblicherà i post? Perderò follower?!?!?1?1!

Sono queste le domande tipiche di chi si preoccupa all’ultimo dei social della propria azienda, ma è un bene dai, vuol dire che un po’ ci tiene 🙂 Se ve le siete poste, non temete che le risposte ci sono!

Se non vendete prodotti estivi, organizzi viaggi o gestisci parchi acquatici, probabilmente agosto è il mese in cui le vostre pagine (e i fan) si possono prendere un po’ di “riposo”, annunciabile in anticipo con un post relativo alla chiusura per ferie e ribadito a ridosso dell’ultimo giorno di lavoro, così magari vi evitate chiamate sul cellulare mentre siete in spiaggia a bervi una moscow mule con tanto di ombrellino rosa.

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Se, invece, avete aggiornamenti, prodotti, servizi che vi interessa comunicare anche durante le fiere – così da mantenere costante la presenza sui social che male non fa – esistono diversi programmi di scheduling, ossia di programmi che ti permettono di organizzare la condivisione automatica dei post sulle principali piattaforme social, escluso Instagram. Il nostro preferito è Hootsuite, ma ce ne sono tanti altri come per esempio Buffer ed EveryPost.

Perciò, se decidete di continuare a pubblicare, pensate per bene a dei post per il periodo in cui sarete in ferie, magari dal gusto estivo o comunque non troppo specifici e noiosi, visto che è molto probabile che anche i vostri fan/clienti lo saranno. Vedrete che quando tornerete dalle vacanze ai vostri follower sembrerà che voi abbiate passato tutto agosto in ufficio… lol

Altrimenti, esistono sempre dei social media manager che fanno tutto questo arduo compito al posto vostro. Contattateci per saperne di più!

 

Matteo

Hai una pagina social aziendale? Ecco come (non) pubblicare i tuoi post!

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Fare il social media manager, in fondo in fondo, è un bel lavoro, soprattutto quando devi fare l’assessment delle pagine social dei customer e dei suoi competitor. Sì, ho usato queste parole solo per essere cool, va così di moda esserlo…

Bazzicando tra un settore e l’altro dell’industria locale se ne vedono veramente delle belle: tra sharelink (altra parola cool) con l’url sia nel titolo che nella descrizione e immagini di ruspe pubblicate alle 2 di notte, ce ne è di materiale che ti strappa sicuramente un sorriso e ti fa capire che forse, questo lavoro, può essere d’aiuto a molte persone/aziende.

Noi di Ideagency crediamo fortemente nella potenza comunicativa dei vari social network e, per questo motivo, vogliamo fornirvi alcuni consigli su come far valere il tuo vantaggio competitivo nelle pagine di Facebook, LinkedIn, Instagram etc. :

  1. Pensa bene a cosa vuoi scrivere e al perché lo vuoi scrivere: se pensi che il post che hai tanta voglia di pubblicare possa interessare alla tua schiera di “fan”, o a parte di essa, e/o possa fornirgli un beneficio (anche solo strappargli un sorriso) allora vai! Ricordati però che all’utente medio piacciono principalmente due cose: ridere e, sfortunatamente, fare polemica, quindi occhio a quelli che pubblichi!
  2. Pubblica i post ad un orario decente: già hai pochi fan e gli algoritmi dei social network non ti premiano, cosa diavoli pubblichi i tuoi prodotti la notte fonda o la mattina alle 6? Non è forse meglio pubblicarli in un orario in cui i tuoi “fan” sono più facilmente connessi?
  3. Evitare post chilometrici: le varie statistiche pubblicate sull’internet dimostrano che i contenuti che ottengono più successo sui social network sono quelli con meno testo, in particolare sotto i 70 caratteri. Le persone passano la maggior parte del tempo sui social per svago e hanno solo voglia di piazzare like e guardare immagini e video, non di leggere dei saggi brevi. Cerca di essere sintetico – con criterio – e rimanda sul sito o altre piattaforme per ulteriori informazioni.
  4. Call to action: dai un motivo ai fan per leggere il tuo post e/o svolgere un’azione (click al tuo sito web, iscrizione alla newsletter etc.), fagli una domanda e cerca di attirare il loro interesse e vedrai che sarà più facile ricevere una loro “interazione”.
  5. Seleziona attentamente le immagini: evita, per favore, di pubblicare immagini sgranate, mosse, più piccole di un francobollo o in cui si vede più il tuo dito che il soggetto dell’immagine. Ah, ovviamente, evita i Buongiornissimo Kaffèèè!1!1! e compagnia bella, grazie!
  6. Hashtag: questi amati # servono per ampliare il raggio d’azione dei tuoi post o per racchiuderli sotto un unico hashtag riconoscitivo. Escludendo Instagram e Twitter, negli altri social tuttavia non servono più di tanto, quindi non abusatene!

Di consigli ce ne sarebbero anche tanti altri, ma già tenere a mente questi 6 punti potrà esservi d’aiuto nel comunicare correttamente la vostra azienda e i vostri prodotti sui social network. Se avete dubbi o informazioni al riguardo, o volete affidarvi a noi per compiere questo arduo compito, contattateci e saremo felicissimi di darvi una mano (e un like 😉 )

 

Matteo

 

 

Stai cercando lavoro? Occhio a quello che pubblichi sui social!

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La Stevenson Univeristy, università del Maryland negli Stati Uniti, ha di recente pubblicato un’infografica sulla relazione tra la ricerca di un posto di lavoro e l’utilizzo dei social network da parte del candidato, evidenziando come il 60% dei datori di lavoro dà un occhiata a Facebook e compagnia bella per compiere una scrematura iniziale.

Questo discorso non è rivolto a tutti i settori, tuttavia, anche se non lavori nel mondo del digital, il consiglio è sempre quello di evitare di pubblicare contenuti compromettenti, come post socialmente e politicamente discutibili o foto imbarazzanti che tanto tra 4/5 anni ti vergognerai tu stesso di aver svelato alla tua cerchia di amici e “fan”.

Andiamo, dunque, ad analizzare nel dettaglio i principali social network visionati dalle aziende:

Facebook

Facebook è un social network personale dove uno, tecnicamente, è libero di pubblicare quello che vuole, dalle foto di ogni pasto fatto durante la giornata (discutibile) al selfie davanti allo specchio in palestra (discutibilissimo). Eppure, è senza dubbio quello più utilizzato dai datori di lavoro per farsi un’idea della persona che gli ha appena inviato via mail un Curriculum Vitae in formato europeo, asettico e senza foto.

Consiglio primario, forse non così scontato: controlla sempre la privacy dei tuoi contenuti, evitare di renderli visibili a tutto il globo potrebbe darti una mano in questo senso dato che così facendo, se l’altra persona non è trai tuoi amici, non può vedere tutti tutto ciò che sbatti sulla bacheca.

Se, invece, non hai alcun timore e vuoi sfruttare a pieno la potenzialità dei social network facendo vedere i tuoi post a chiunque, evita almeno di inneggiare ogni giorno alla violenza o al razzismo e/o di pubblicare foto mentre ti rolli una sigaretta aromatizzata o butti fuori l’anima dopo una serata in un club. Saresti contento se il tuo boss lo sapesse? Dubito…

LinkedIn

Al contrario di Facebook, LinkedIn è il social network professionale per antonomasia. Qui i responsabili del reclutamento delle aziende, guardano attentamente il tuo profilo, dalla formazione scolastica alle esperienze lavorative, passando per competenze, certificazioni ecc.

Un aiuto in più può essere, indubbiamente, la pubblicazione di post o articoli che danno prova della tua creatività e dei tuoi interessi, meglio se correlati al settore in cui sta cercando lavoro, almeno l’azienda sa che ne mastichi un po’ di quel business.

Twitter

Citando la ricerca della Stevenson University, Twitter viene utilizzato dai datori di lavoro “per capire i tuoi atteggiamenti professionali e personali”, perciò, fai attenzione al nome che hai scelto di utilizzare e ai contenuti che pubblichi e con cui interagisci. Però diciamocelo, utilizzare Twitter in Italia nel 2017, a scopo personale, ha ancora senso? Mah…

Instagram

Questo social in perenne crescita (link) non è stato considerato dalla Stevenson, tuttavia, se cerchi lavoro nel campo dei social network e della comunicazione digital, vedrai che qualcuno nella azienda per cui ti sei proposto guarderà sicuramente cosa condividi su Instagram e, soprattutto, come lo condividi.

Anche qui, come per Facebook, impostare il profilo come privato può essere un aiuto, sebbene così facendo, le possibilità di “crescere” diventano decisamente limitate. Al contrario, pubblicare contenuti unici, graficamente curati, con gli hashtag giusti e senza frasi di Jim Morrison sotto una foto dei propri piedi, può rappresentare un surplus per le tue chance di essere assunto.

Ci sarebbero anche altri social network da analizzare ma che il tuo possibile datore di lavoro di lavoro non guarderà mai e, probabilmente, non utilizza neanche. Perciò, se stai cercando un lavoro in questo settore – e non solo – fai attenzione a cosa pubblichi sui social e, se sei interessato, mandaci pure il tuo curriculum. Ti avviso, darò un’occhiata ai tuoi profili 🙂

Matteo

YouTube o Facebook: dove è meglio caricare i video?

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Fino a non molto tempo fa la domanda non aveva senso di essere posta: se uno voleva condividere con il mondo il proprio nuovissimo video lo doveva caricare su YouTube o, se proprio voleva fare il trasgressivo, su Dailymotion.

Da quando però Mark Zuckerberg ha deciso di conquistare l’internet, in molti si sono trovati davanti a questo dubbio amletico: dove è meglio caricare i video?

La risposta è una di quelle più gettonate nell’ambito dei social network: dipende! Sì, come al solito, dipende da una serie di fattori: obiettivi, target, ciclo di vita e sì dai, anche dal tuo budget a disposizione.

Dando per scontato che l’aspetto principale per il successo di un video sia la sua qualità e il suo messaggio, andiamo a vedere nello specifico i suddetti fattori:

  • obiettivi e target: bisogna sempre aver chiaro cosa vogliamo ottenere dal video e chi desideriamo raggiungere. Vuoi raccontare ai clienti (o potenziali) la tua azienda che nessuno conosce fuori dalla tua regione? Facebook è la soluzione migliore, essendo un social dove puoi agilmente crearti una “fan base” targettizzata. Vuoi raccontare il tuo nuovissimo prodotto innovativo e vuoi che ne parlino in tanti? È probabilmente meglio YouTube, che grazie alla sua barra di ricerca – più efficiente, sotto questo punto di vista – può far sì che molti utenti trovino il tuo video anche con ricerche correlate al tuo prodotto;
  • ciclo di vita: se vuoi che viva a lungo, devi tenere in considerazione che su Facebook, terminati i giorni di condivisione e quelli, eventuali, di sponsorizzazione, il tuo video finirà facilmente nel dimenticatoio. Su YouTube – e Google – continuerà a vivere grazie alle keyword, ma solo se ben impostate;
  • budget a disposizione: fare pubblicità con un video su Facebook non richiede troppo tempo e, soprattutto, permette di ottenere ottimi risultati senza svuotarsi il conto in banca. Fare pubblicità su YouTube è “leggermente” più complesso e particolarmente snervante per gli utenti, costretti a sorbirsi una pubblicità prima di mettere in play il proprio video preferito.

Infine, c’è un ulteriore aspetto da tenere fortemente in considerazione: se ai tuoi clienti comunichi sul social di Zuck, è indubbiamente più opportuno caricare i video direttamente su Facebook perché dà una maggiore priorità ai propri contenuti rispetto a quelli di altri competitor, come appunto YouTube.

Tenendo quindi in considerazione questi aspetti, rispondere alla domanda iniziale dovrebbe essere molto più semplice. Se ancora non lo fosse, il consiglio è quello di fare dei test e vedere nel lungo periodo quale delle due piattaforme ha portato i risultati migliori!

Contattaci per ricevere maggiori informazioni!

Matteo

Trovare un lavoro con Facebook? È sempre più possibile!

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Nonostante il tasso di disoccupazione in Italia sia stabile all’11,9%, è in lieve calo quello giovanile e l’ultima indagine Istat può portare un po’ di speranza per le nuove leve del nostro Paese.

Negli ultimi anni un aiuto in più a questi giovani – ma non solo – lo possono dare pure i social network. È ormai risaputo che la maggior parte dei responsabili risorse umane delle aziende controllano sempre i vari Facebook, Instagram, LinkedIn dei candidati, onde evitare sorprese ed effettuare delle scremature iniziali. Per questo motivo è opportuno utilizzarli consciamente, soprattutto se si è alla ricerca di una nuova occupazione, vista anche la peculiare trasformazione che stanno avendo verso delle vere e proprie piattaforme per trovare lavoro.

Come? I social network non sono solo siti per immagini di gatti e meme di spolveratori di sale? No.

Se prima, per i più socialmente attivi, l’unico strumento a disposizione era LinkedIn, ideato appositamente nel 2002 per sviluppare contatti professionali, da pochissime settimane anche il noto social di quel buontempone di Mark Zuckerberg ha deciso di offrire questa grossa opportunità ai suoi utenti, che siano privati o aziende.

È nata infatti Facebook Jobs, una nuova feature che permetterà facilmente alle aziende di rendere note le varie figure ricercate – anche con il supporto dell’advertising – e ai potenziali candidati di rispondere all’annuncio con pochissimi click, utilizzando le proprie informazioni già pubblicate sul social (tranquilli, sono modificabili prima dell’invio del modulo).

Questa nuova funzione consente alle aziende di trovare persone qualificate dove trascorrono già il loro tempo: su Facebook e su mobile”, si legge nel post in cui il social con sede a Menlo Park, California, ha spiegato questa importante novità e, come al solito, non si può che dargli ragione…

Dopo aver sfidato – e distrutto, o quasi – Snapchat, Facebook si prepara così a combattere con i colleghi di LinkedIn. Voi, invece, preparatevi a sfruttare questa nuova opportunità, in arrivo in Europa, ma soprattutto, d’ora in poi, pensateci almeno due volte prima di mettere come foto di profilo la vostra espressione post rave party a casa di nonna!

Matteo

Come (non) comunicare la tua azienda sui social network

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Immagini 30x30px, profili social aperti e più desolati di un negozio di magliette di Higuain a Napoli, domande di fan lasciate lì senza alcuna risposta: sono solo alcuni tra gli esempi più gettonati di un’azienda B2B che nel 2017 ha deciso di sbarcare nell’immenso e spericolato mondo dei social network.

Molte volte, chi decide di fare questo primo passo (degno di quello celebre datato 20 luglio 1969) è un imprenditore industriale ultra cinquantenne che, preso dalla voglia sfrenata di usare qualche hashtag e piazzare a nome dell’azienda like a random (o il mio preferito, l’auto-like), apre pagine e profili senza pensarci un secondo. Quali sono le conseguenze?

Una perdita di tempo/denaro per lui e per chi, magari per caso, finisce su una delle sue pagine, probabilmente alla ricerca di informazioni sull’azienda, dato che ormai i social stanno eguagliando per numero di ricerche i vari Google, Yahoo, etc. Per non parlare dell’imbarazzo, con il senno del poi, di ritrovarsi sulla pagina immagini di BUONGIORNISSIMO KAFFE’!1!1 e foto di prodotto sfuocate e senza alcuna link/descrizione.

Ma partiamo da un presupposto fondamentale: non a tutte le aziende serve avere una pagina Facebook (tantomeno un profilo Twitter o Instagram). Ogni social ha il proprio bacino di utenti, con i propri obiettivi e interessi, e, perciò, prima di aprire la tua bellissima pagina con logo sgranato e senza alcun tipo di informazione, pensa bene a questi punti:

  • Quale obiettivo voglio ottenere con i social network?
  • Quali social network utilizzano i miei clienti/fornitori?
  • Quali e quante risorse interne posso impiegare per questa attività?
  • Che tipologia di materiale e informazioni posso pubblicare sui social network che decido di aprire?
  • La concorrenza cosa fa?

Se a queste 5 domande avete trovato una risposta sensata, allora dovreste essere sulla retta via per comprendere cosa fare su questi amatissimi social network.

Poi per carità, ci sono anche aziende B2B che utilizzano i social nel modo corretto, pubblicando costantemente e utilizzando contenuti graficamente ok (forse non per tutti…). Il problema, però, è che sono di una noia mortale e che all’azienda non portano niente, nemmeno una chiamata in ufficio o un clic al sito, in quanto recapiti inseriti pari a zero.

Quindi, come forse non è così scontato dire, prima di agire pensate bene (ma bene bene) a cosa dovete fare per raggiungere il vostro obiettivo, che non necessariamente deve essere collegato al denaro, così non perderete tempo e non rischierete di compromettere la vostra immagine. O altrimenti chiedete un aiuto a chi di tutto ciò ne ha fatto un lavoro, tipo noi 🙂

Matteo