FAR FARE VERSUS “FARTI INSEGNARE A FARE”

“Far fare (ad altri) e farti insegnare a fare”?

Alias: la formazione in casa

start

Sembra quasi uno scioglilingua ma è il segreto per crescere, ammesso tu abbia:

  1. risorse;
  2. volontà;
  3. coraggio;
  4. lungimiranza.

Chiedere a un professionista di venire da te, nella tua azienda e di mettersi al tuo servizio perché le risorse umane (che hai), imparino qualcosa di nuovo, è il riflesso di una lungimirante tensione al miglioramento.

Certo: delegare è facile (o più facile) e dedicare del tempo perché qualcuno dei tuoi cresca è un investimento che richiede coraggio.

«Spendere per qualcuno che magari fra sei mesi se andrà?»

Se già pensi se ne possa andare, forse, prima di domandarti perché investire in formazione, dovresti porti un paio di quesiti su di te, sulla tua azienda, sul clima che si respira e solo a quel punto, ribaltare la frittata:

  • La mia azienda è un buon posto in cui lavorare?
  • Le persone che ho assunto, sono felici di venire al lavoro? Stanno bene? 

Se chi prima scegli e poi paghi temi se ne vada, forse il clima non è sereno quanto dovrebbe. Milioni di bit spiegano con dovizia di particolari e citando le fonti, quanto un’azienda con un buon clima attragga e mantenga persone motivate.

Allo stesso modo, milioni di ricerche, in tutto il mondo, provano come le risorse (umane) motivate rendano di più e altrettanti studi provano come la formazione sia una buona leva per motivarle.

L’iter logico è più o meno il seguente:

  1. Investono sulle mie competenze.
  2. Credono in me. 
  3. Sono felice di lavorare per loro.
  4. Devo dimostrare di dare il massimo.

Formare i propri dipendenti, costa meno di quel che vale.

Non ci credi?

Fa’ un tentativo: prova a fare un giro in rete e poi lancia un sondaggio anonimo fra i tuoi dipendenti/collaboratori.

Noi, ti aspettiamo.

😉

 

Come parlare meglio e rendere di più. Anche nel business.

Nel nostro lavoro, ogni giorno, passiamo un sacco di tempo interrogandoci su quello che diciamo, ma non abbastanza su come lo diciamo. Il modo con cui comunichiamo – incluso il tono, il ritmo e il volume, non è solo importante, ma può avere effetti drammatici su chi ci ascolta.

 

Da Entrepreneur.com, secondo gli esperti, ecco i 7 errori più comuni (e qualche consiglio per evitarli): 

1. Balbettamenti, riempitivi e parole ripetute. 

Ehm, sì, ecco, i balbettamenti, sì, i balbettamenti. Ecco: andrebbero dimenticati sempre, ma a maggior ragione, in ambito business. Meglio una pausa, un piccolo silenzio: richiama l’attenzione e non ci fa passare per indecisi.

2. Parlare a razzo //Speaking too quickly

Chi parla come un treno ad alta velocità, è difficile da seguire e spesso s’incarta. Soprattutto durante una presentazione. Meglio mettere il freno e darsi una calmata.

3. Parlare come un bradipo addormentato//Speaking too quietly

Anche l’altro lato della medaglia, ha i suoi problemi: parlare troppo piano, annoia. E fa perdere il filo del discorso. 

4. Parlare con una voce troppo acuta, stridula.

Chi ce l’ha, forse, è convinto di non poterci fare nulla, ma con un po’ di esercizio – e una respirazione corretta- anche la voce più fastidiosa può migliorare. Provare per credere.

5. Chiudere una frase quasi in sordina, trascinandola. Trailing off at the end of phrases

Avete mai fatto caso come qualcuno usi finire i propri discorsi nel nulla? Quasi scivolando nel silenzio, mangiandosi le frasi? Ecco. Meglio farci attenzione.

6. Interrompere, parlare in due e usare frasi interrogative invece che affermazioni. 

Chiudere una frase con un’affermazione travestita da domanda è fastidioso e spesso sintomo di insicurezza o impreparazione. 

7. Essere monotoni e parlare mono-tono. 

Non c’è niente di peggio che una presentazione noiosa. I coach, specializzati in public speaking, sono chiari: la voce di chi parla deve trasmettere entusiasmo” – il che non significa che la voce debba andare su e giù come fosse sulle montagne russe, ma la modulazione è davvero molto importante. E l’equilibrio pure.

http://www.entrepreneur.com/article/230618

 

REAL TIME MARKETING: dal BE-wizard di Rimini, il MOMENTO è adesso.

dal nuovo sito web di Ideagency, agenzia di marketing e comunicazione a Brescia

“La rivoluzione è nelle nostre mani” –  dice Greg Jarboe – introducendo il BE-Wizard,l’evento che da sei anni a oggi, tra il 16 e il 17 marzo, porta a Rimini i guru del digital marketing.

David Meerman Scott, colui che per primo ha introdotto la teoria del marketing in tempo reale, invita a rendere più umana la conversazione sui dispositivi mobili, che a sua detta rappresentano lo strumento di marketing più potente del mondo, e allo stesso tempo, una tecnologia superiore a quella che ha portato l’uomo sulla luna.

Lo show di Scott porta un messaggio chiaro: il real time marketing è in grado di creare occasioni imperdibili e le aziende devono convincersi ad adottare una strategia in grado di valorizzare i tempi di reazione. Come? Dimenticandoci delle riunioni interminabili, dei tempi di risposta medievali, dell’approvazione di ogni interazione da parte del board di direzione.

Come dire: “vale più una risposta veloce, di una perfetta” e lo stesso discorso tocca ogni altra attività di condivisione e interazione con il web (dalle newsletter, ai blog, ai commenti sui social). Il web ha bisogno dell’adesso, del subito, di contenuti e risposte umane, vive, reali, più che di precisione da maestrina elementare e geometri con la squadra in mano. Per farcela, per stare al passo e approfittare delle occasioni, occorre scordarsi della burocrazia, mollando le procedure e buttandosi – adesso – nel MARKETING IN TEMPO REALE, bypassando la paura. La paura, infatti è l’unico muro che impedisce alle aziende di provarci, temendo che senza un’oculatissima (e ormai pleistocenica) pianificazione delle risposte e dei propri movimenti sul web possa succedere qualcosa di irreparabile.

“On the web you are what you publish”  – dice il guru del marketing – convincendo anche i più scettici e mostrando come – con la giusta strategia di marketing in tempo reale – chiunque possa raggiungere risultati incredibili, come quello di Oreo al Superbowl del 2013.

Nel prossimo corso di formazione gratuita, in programmazione per Venerdì 11 Aprile alle ore 14:00, parleremo dell’evoluzione della comunicazione: da tradizionale a trasversale.

Roberta Giulia Amidani mostrerà come la comunicazione è cambiata, partendo dalle prime forme di comunicazione visiva, passando per la storia della pubblicità (dalle prime stampe al Carosello) e arrivando all’immediatezza del web.

Per informazioni e per partecipare (gratis: i corsi di Idea sono free of charge, per sempre) clicca qui, per scoprire dove, come e perché, poi compila il modulo e preparati a divertirti, a conoscere altri imprenditori e manager (porta i biglietti da visita!) e diventare nostro amico.