L’importanza del brand name

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Il brand name, per chi non lo sapesse, è semplicemente il nome della marca, ma siete sicuri che è solo un semplice nome?

Spesso accade che la scelta del nome di un marchio sia l’ultima cosa a cui un imprenditore pensa nel momento in cui decide di aprire una nuova attività, o comunque attribuisce ad essa poca importanza. “L’importante è che il prodotto sia valido, il nome conta quanto il due di briscola”

Pessima scelta.

Il “naming” può evocare sensazioni, caratteristiche, attributi del prodotto, ma anche richiamare i valori dell’azienda. Ciò contribuisce a rendere un brand unico, interessante, attraente, riconoscibile agli occhi del pubblico, distinguendolo dalla concorrenza.

Per rendere possibile tutto questo, però, il nome del marchio deve possedere determinate caratteristiche: originale, breve, facile da ricordare, accattivante. “Le ricette di zia Giuseppina” o “Impianti Supercalifragil…” non corrispondono esattamente a queste caratteristiche. Questo genere di nomi suscitano nel pubblico precise domande, come ad esempio se quel giorno chi li ha ideati avesse esagerato con l’utilizzo del vino rosso per cucinare la carne.

Un nome adeguato, attraente, coerente con l’attività dell’azienda, può evocare sensazioni positive e rassicuranti nella mente del potenziale cliente, permettendo così di distinguersi dalla concorrenza. Un esempio? Vitasnella, oppure Facile.it: nomi d’impatto notevole, che in maniera immediata danno un’impressione positiva, vincente!

Oltre ai benefici sopra citati, il brand name offre anche un altro vantaggio molto importante: il posizionamento sui motori di ricerca. Un nome a dominio ben ideato facilita il ricordo del marchio, incrementandone così la possibilità di essere cercato in rete. Questi benefici possono essere amplificati tramite il ricorso ad un esperto Seo (che sia esperto davvero). In questo modo, il vostro marchio potrebbe finalmente superare il tanto odiato sito di abbigliamento azbeko-thailandese che da mesi occupa una posizione migliore della vostra!

Siete ancora convinti che il brand name valga quanto un due e non invece quanto un asso?

Enrico

Il mio negozio è bellissimo ma vuoto

“Non entra nessuno”

“Perché non c’è la fila fuori?”

“Perché da Tizio/Caio/Sempronio c’è sempre il pienone?”

Se da quando hai aperto, almeno una volta ti sei fatto una delle tre domande precedenti, sappi che ti sei fatto la domanda sbagliata. Soprattutto se sei convinto di quello che vendi, della qualità dei tuoi prodotti, se pensi che sia un’ingiustizia che Tizio, Caio e Sempronio, che secondo te lavorano di emme, e se non ti capaciti di come la gente possa non capirlo.

La verità è che se non ti conosce, “laggente” non può sapere chi sei e come lavori. E perché scegliere te, invece di Tizio, Caio e Sempronio!

Per farti conoscere, la prima regola è: FARTI TROVARE.

La seconda è FARTI VEDERE.

A proposito del secondo punto, chiediti come sono le tue vetrine.

  • Da fuori, si capisce cosa fai/cosa vendi?
  • La tua insegna è chiara?

Guarda come si presenta Barcore:

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Da subito, fin dalla strada davanti al negozio, l’immagine parla chiaro. Non usa termini strani, o tecnici ma la tua lingua.

Barcore si occupa di costruzioni: ristrutturano case, le pensano, le realizzano. Per dire cosa fa, sceglie le stesse parole che useresti tu per dire cosa cerchi.

Leggi uno dei loro post, qui: http://www.barcore.it/blog/45-come-ristrutturare-casa-senza-sforare

Ideagency sul BresciaOggi con Pota Piatti Ottimi Take Away

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I successi dei nostri clienti sono i nostri successi. Lo diciamo sempre, come un vecchio vinile incantato sullo stesso pezzo, anche, alle volte ma se lo ripetiamo abbiamo almeno un valido motivo.

Il nostro mestiere è difficile (chi dice di no è perché non sa di cosa parla!). Bellissimo ma difficile. Di fatto vendiamo servizi difficilmente misurabili. E qualcuno, alla parola “difficilmente“, associa “mai”.

Eppure il nostro mai capita che diventi un numero, un dato di vendita oppure un articolo su uno dei due quotidiani locali, quelli in target con il nostro cliente e territorio, e  – soprattutto – con i suoi clienti.

Questo è il caso di POTA, Piatti Ottimi Take Away, di cui parla il Bresciaoggi di venerdì.

Ecco un estratto:

Dall’inglese, che nel business non può mancare, al dialetto duro e puro. Piatti Ottimi Take Away diventa «pota». La parola non è delle più «in», ma è di effetto; l’ha sdoganata anche Italo e del resto ha perso ormai, da intercalare quale è, il significato originario.

Sempre per fondere la moda all’anglosassone con la tradizione, la scritta, tipica anche quella, campeggia su un bell’Ape Piaggio che ha scelto la soluzione dello street food per far conoscere i prodotti tipici del Sebino alle masse che cammineranno sulla passerella più famosa del mondo, girando qua e là, rincorrendo gli eventi e segnalando la propria presenza anche tramite i social. Luccio con polenta, sarde di Montisola, salmerino,

«tutto sarà di alta qualità» garantiscono i due partner del progetto, Ideagency di Michele Giovannini e Roberta Bontempi dell’Angolo dei Sapori di Marone, gastronomia dove pure si acquistano solo piatti rigorosamente made in loco. (…)

http://www.bresciaoggi.it/territori/citt%C3%A0/sarde-luccio-e-polenta-le-tradizioni-sono-sull-ape-1.4943751

 

Cosa serve per organizzare l’evento perfetto?

Per organizzare l’evento perfetto, servono teste, braccia, cuore e …derriere.

  1. Teste coordinate in grado di immaginare lo scenario desiderato dal cliente che commissiona l’organizzazione dell’evento;
  2. Braccia che sappiamo prendersi carico dei pesi  da spostare e sopportare;
  3. Cuore per fare le cose per bene, con passione e sentimento;
  4. Derriere: perché la fortuna aiuta gli audaci.

Il corpo deve lavorare in armonia, le teste devono essere (tutte) accese e le braccia unte con olio di gomito di quelli che non scadono alle cinque zero-zero. Il cuore deve sentire la volontà del committente e il derriere – quando c’è – arriva per gratificare con una bella botta di fortuna il lavoro dell’intera squadra.

Organizzare l’evento perfetto significa anche riuscire ad immaginarsi il disastro e prevenirlo: la gestione delle possibili emergenze non è un affare da gufi ma serve a impedire che accadano tragedie, visualizzando prima gli scenari e preparandosi per intervenire puntualmente.

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Il punto di vista conta tantissimo. Quanto è solo tuo, conta poco.

Un Cliente perfetto si merita un evento perfetto.

Quando progetti un evento da 250 persone per la celebrazione di un anniversario importante come il ventesimo compleanno di un cliente, nulla può essere lasciato al caso.

Quello che vede ci arriva alla festa è la superficie, sotto la quale tu, che hai organizzato tutto, hai nuotato nei mesi precedenti all’ora X.

Quello che determina il successo o meno della giornata, non è la giornata in sé, fatta sia dalla preparazione che dalle componenti aleatorie contro cui poco o niente puoi fare, ma il “sentiment” dei partecipanti, l’emozione di chi la vive, la felicità del tuo cliente. 

Devi pensare a tutto. Immaginare ogni possibile scenario. Controllare il meteo, e anche se le notizie danno cielo sereno e sole che spacca, devi essere pronto a un uragano dell’ultimo minuto. O a una temperatura più bassa. O più alta. 

Oltre alla scaletta base, devi avere un piano B, come gli agenti speciali che si vedono nei film e prepararti a gestire più gente, meno gente, imprevisti e probabilità. 

Devi scegliere con cura il tuo staff, i fornitori, il menù. Devi provarlo, assaggiarlo e valutarlo, tenendo conto dei gusti del tuo parterre più che dei tuoi.

E quando sei là, nel turbinio sotto l’evento, mentre i giornalisti riprendono, gli ospiti arrivano, il cliente è emozionato, devi avere gli occhi aperti, mantenendo contemporaneamente l’aplomb del professionista: serio, presente ma rilassato, perché non c’è niente di peggio, a un evento, che vedere lo staff impazzito, nervoso, isterico che si aggira correndo da una parte all’altra. Come si fa? Sapendo di aver fatto del tuo meglio (certo: avendolo fatto fino in fondo!) e considerando che qualche intoppo, magari piccolo e – si spera – invisibile al pubblico – possa sempre esserci.

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Il tuo migliore successo è quello del tuo cliente.

"Il nome Leonardo Srl evoca grandi ambizioni, ma a vent'anni dalla fondazione, può dire di esserselo meritato" Dal Brescia Oggi di Giovedì 19 Giugno 2014

“Il nome Leonardo Srl evoca grandi ambizioni, ma a vent’anni dalla fondazione, può dire di esserselo meritato”
Dal Brescia Oggi di Giovedì 19 Giugno 2014

Leonardo: vent’anni di crescita senza confini.

“Il nome “Leonardo Srl” evoca certo grandi ambizioni, ma a vent’anni dalla nascita dell’azienda, fondata dai tre soci-amici, Fausto Franzoni, Emanuele Petrogalli e Daniel Spezzaballi, può certo dire di esserselo meritato.”

Così inizia l’articolo apparso questa mattina, sul Brescia Oggi, dedicando al nostro cliente Leonardo Srl un pezzo per la celebrazione del suo ventesimo anniversario.

Non è certo nostro il merito per questo successo, per la forza dei fondatori, per il loro genio, per quelle straordinarie capacità che hanno saputo creare un’impresa partendo da un’idea, dal sogno di costruire qualcosa di cui il mercato di allora (e quello di oggi) aveva bisogno.

Nostra, però, come agenzia di marketing e comunicazione, è la soddisfazione di assistere loro, il loro brand, la loro immagine in un momento di festa come quello programmato per domani, con la celebrazione di un anniversario pensato per chi l’azienda l’ha fatta, come socio, dipendente, cliente e fornitore. Per chi l’ha immaginata, voluta e costruita mattone dopo mattone, macchina dopo macchina, un sistema alla volta. E per chi ci ha creduto, da partner o scegliendola come fornitore: da Ferrari, a Brembo, da Ducati a Magneti Marelli, da Fiat auto alla bresciana O.M.R. (Officine Meccaniche Rezzatesi), e, ancora, Knorr Bremse, Piaggio,  e i molti altri clienti che in questi anni hanno capito l’importanza di avere certezze. Di prevenire, prima di curare. Già, perché l’attività di Leonardo è questa: Leonardo previene. Inventa, progetta, costruisce e testa macchinari e sistemi di collaudo, di controllo, di test.

Fa in modo che i componenti di un prodotto, di una macchina, o l’intero insieme, vengano messi alla prova. Lo fa in modo ordinato e gli stabilimenti di Maclodio rivelano una passione quasi maniacale per l’ordine, la pulizia, la semplicità. Ogni cosa, dalle procedure agli utensili, è sempre al posto giusto. Etichettata. Facile da trovare. Leonardo è un’azienda “LEAN”.

E si vede.