La storia della tua azienda

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Quando vuoi raccontare la storia della tua azienda (sul web o sulla carta), ancora una volta, il contenuto è fondamentale. Se la sostanza è la base, anche la forma non scherza e parlando di forma, di nuovo, puntiamo alle misure.

Nessuno ha tempo/voglia per leggere Guerra e Pace online. Soprattutto non chi ti cerca per lavorare con te.

Quanto scrivere per raccontarti sul tuo sito?

Sul tuo sito, nella pagina dedicata, il nostro consiglio è quello di puntare al minimo indispensabile: tra le 300 e le 600 parole. Non di più. Anzi: meglio meno, in mezzo. Chi leggerà la tua storia, non è detto voglia sapere di ogni cambio indirizzo. Ciò che conta è l’essenziale, sono le informazioni davvero rilevanti.

Sui social, sii ancora più sintetico.

Limitati al minimo sindacale e punta alla chiarezza. A seconda del contesto, segui le regole e pesa le parole. Su Twitter e Instagram, preferisci gli hashtag. Su Facebook, racconta solo cosa fai. Su Google plus, due righe e un link.

Posizioni e parole: l’importanza di scegliere le seconde per migliorare le prime.

Parliamo di posizioni, oggi.

No, non di quelle a cui stai pensando.

Ah, non ci stavi pensando? Ok, io sì, lo ammetto. Le posizioni di cui parliamo in questo post sono quelle sui motori di ricerca, ovvero sono ciò che permette a chi sta cercando uno dei tuoi servizi/prodotti di trovare te, oppure qualcun altro.

Come?

Semplice: se digitando “officina meccanica Brescia” nella barra di Google, Yahoo, Bing o di uno qualsiasi degli altri motori di ricerca, il tuo nome compare nelle prime posizioni della prima pagina, la probabilità che tu venga per lo meno interpellato è molto alta. Via-via il tuo nome scende, cala anche la possibilità di contatto.

Uno dei sistemi per farla crescere, invece, si lega a quello che i tecnici chiamano “posizionamento organico”.

Fra le operazioni che lo permettono, la pole spetta poi ai testi che decidi di scrivere nel tuo sito.

Essere sintetico non basta. Per “piacere” ai motori di ricerca, devi scrivere molto, e usare testi originali (non copiati!) e chiari.

Anzi: chiarissimi, immaginando che chi ti legge non sappia nulla di ciò che fai e non conosca i tuoi termini, ma riesca- lo stesso –  a trovarti.