L’impero di Facebook si amplia sempre di più: conquistata la Champions League!

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Big news in questi giorni dagli Stati Uniti sul fronte Facebook: dopo aver dichiarato i miglioramenti in arrivo per i Gruppi, come per esempio gli insight e i filtri di ammissione, e il cambiamento della mission del colosso social – “dare alle persone il potere di costruire comunità e avvicinare il mondo” – Mark Zuckerberg ha deciso di entrare a gamba tesa nello sport più popolare al mondo, il calcio.

Mentre si stanno per concludere gli Europei Under 21 e il caso Donnarumma diventerà presto un nuovo episodio de La Signora In Giallo, Mark ha siglato un accordo che nei prossimi anni stravolgerà il mondo delle dirette televisive del pallone: le gioie e dolori della Champions League potranno essere assaporate comodamente su Facebook, GRATIS!

Come aggratis? Le varie emittenti televisive si scannano ogni anno per averne i diritti on demand e Facebook le trasmetterà gratuitamente? Sì! E come? Grazie allo strumento che in ogni secondo lo arricchisce, le pubblicità!

Per ora questo è un accordo riservato solo agli utenti statunitensi, siglato con Fox Sports, il cui responsabile delle attività di business, David Nathanson, ha giustificato così tale decisione:

Facebook ha una delle maggiori audience di tifosi di calcio nel mondo e questo permetterà di far vedere la Champions League anche ai tifosi che non sono sintonizzati sulla partita in TV”.

Questo permetterà, dunque, ai fan di Real Madrid, Barcellona e compagnia bella, di poter guardare grazie a Facebook Live due match di ciascuna giornata nella fase a gironi, quattro gare negli ottavi di finale e altre quattro gare nei quarti di finale. Di più di quanto fa Mediaset, per intenderci…

Va be, io sono italiano e milanista e quindi per un po’ questa novità non mi toccherà di striscio, però sancisce ancora una volta la potenza galattica di questo social network che piano piano ingloba dentro di se ogni cosa, avvicinandosi così a una sorta di conquista del mondo intero. Cosa ne pensate? Fatecelo sapere, ovviamente sulla nostra pagina Facebook!

 

Matteo

Un’Idea per giovedì 29 giugno?

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Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente, ci conosci già e avrai ricevuto tramite newsletter l’ invito a partecipare all’inaugurazione del nostro nuovo spazio creativo. Se non l’hai ricevuta, beh puoi rimediare iscrivendoti qui.

Come ben sai, quest’anno ci siamo trasferiti in via stretta 179, sempre a Brescia, in una location più grande, smart e comoda da raggiungere, cosicché tutti quanti potrete passare a trovarci per un caffè o, appunto, per festeggiare con noi l’inizio di questo nuovo percorso!

Giovedì 29 giugno, dalle ore 18, ti aspettiamo per brindare con noi e scoprire la location in cui diamo spazio alle Idee creative che ci balzano in mente (ogni tanto :))

Un fresco aperitivo con buffet, musica, gadget per passare un’allegra e spensierata serata in compagnia del nostro team, clienti e amici. Se ancora non l’hai fatto, conferma la tua presenza cliccando qui!

A giovedì!

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Matteo

Facebook è per ragazzini? Se lo pensi, sbagli di grosso!

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È un pensiero abbastanza comune che Facebook sia un social network per ragazzini, dovuto probabilmente ai vari genitori e parenti ormai abituati a vedere i propri figli e nipoti connessi giornalmente sul social network più famoso al mondo.

Ecco, non c’è niente di più sbagliato e la conferma è una recente indagine ad opera del noto blog di settore – Vincos – secondo cui in Italia il 53% degli utenti di Facebook ha più di 35 anni. Guardando il grafico seguente, inoltre, si nota come le fasce d’età comprese trai 36-55 anni siano nettamente superiore a quelle “solitamente” considerate più social, ossia gli adolescenti.

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Quali sono, quindi, le opportunità per le aziende nel nostro Paese?

La comunicazione su Facebook diventa una prerogativa (analizzando comunque a priori il proprio settore e cliente tipo) supportandola, magari, da campagne di advertising per fascia d’età. Perché come ormai è ben noto – forse – se non paghi, Mark Zuckerberg i tuoi post non li fa vedere a nessuno, o quasi.

Capite, quindi, che Facebook non è per ragazzini e iniziate ad utilizzarlo al meglio: permette di tenervi aggiornati giornalmente su tutto il mondo, basta mettere il like a delle pagine (giuste) ed evitare di stringere amicizia con qualche “analfabeta funzionale” e il gioco è fatto. Se poi avete una pagina aziendale con qualcosa di interessante da dire/offrire, le opportunità aumentano esponenzialmente.

Se dopo aver letto ciò, volete portare anche la vostra azienda nel mondo di Facebook, contattateci e potremo darvi una mano!

 

Matteo

Hai una pagina social aziendale? Ecco come (non) pubblicare i tuoi post!

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Fare il social media manager, in fondo in fondo, è un bel lavoro, soprattutto quando devi fare l’assessment delle pagine social dei customer e dei suoi competitor. Sì, ho usato queste parole solo per essere cool, va così di moda esserlo…

Bazzicando tra un settore e l’altro dell’industria locale se ne vedono veramente delle belle: tra sharelink (altra parola cool) con l’url sia nel titolo che nella descrizione e immagini di ruspe pubblicate alle 2 di notte, ce ne è di materiale che ti strappa sicuramente un sorriso e ti fa capire che forse, questo lavoro, può essere d’aiuto a molte persone/aziende.

Noi di Ideagency crediamo fortemente nella potenza comunicativa dei vari social network e, per questo motivo, vogliamo fornirvi alcuni consigli su come far valere il tuo vantaggio competitivo nelle pagine di Facebook, LinkedIn, Instagram etc. :

  1. Pensa bene a cosa vuoi scrivere e al perché lo vuoi scrivere: se pensi che il post che hai tanta voglia di pubblicare possa interessare alla tua schiera di “fan”, o a parte di essa, e/o possa fornirgli un beneficio (anche solo strappargli un sorriso) allora vai! Ricordati però che all’utente medio piacciono principalmente due cose: ridere e, sfortunatamente, fare polemica, quindi occhio a quelli che pubblichi!
  2. Pubblica i post ad un orario decente: già hai pochi fan e gli algoritmi dei social network non ti premiano, cosa diavoli pubblichi i tuoi prodotti la notte fonda o la mattina alle 6? Non è forse meglio pubblicarli in un orario in cui i tuoi “fan” sono più facilmente connessi?
  3. Evitare post chilometrici: le varie statistiche pubblicate sull’internet dimostrano che i contenuti che ottengono più successo sui social network sono quelli con meno testo, in particolare sotto i 70 caratteri. Le persone passano la maggior parte del tempo sui social per svago e hanno solo voglia di piazzare like e guardare immagini e video, non di leggere dei saggi brevi. Cerca di essere sintetico – con criterio – e rimanda sul sito o altre piattaforme per ulteriori informazioni.
  4. Call to action: dai un motivo ai fan per leggere il tuo post e/o svolgere un’azione (click al tuo sito web, iscrizione alla newsletter etc.), fagli una domanda e cerca di attirare il loro interesse e vedrai che sarà più facile ricevere una loro “interazione”.
  5. Seleziona attentamente le immagini: evita, per favore, di pubblicare immagini sgranate, mosse, più piccole di un francobollo o in cui si vede più il tuo dito che il soggetto dell’immagine. Ah, ovviamente, evita i Buongiornissimo Kaffèèè!1!1! e compagnia bella, grazie!
  6. Hashtag: questi amati # servono per ampliare il raggio d’azione dei tuoi post o per racchiuderli sotto un unico hashtag riconoscitivo. Escludendo Instagram e Twitter, negli altri social tuttavia non servono più di tanto, quindi non abusatene!

Di consigli ce ne sarebbero anche tanti altri, ma già tenere a mente questi 6 punti potrà esservi d’aiuto nel comunicare correttamente la vostra azienda e i vostri prodotti sui social network. Se avete dubbi o informazioni al riguardo, o volete affidarvi a noi per compiere questo arduo compito, contattateci e saremo felicissimi di darvi una mano (e un like 😉 )

 

Matteo

 

 

Stai cercando lavoro? Occhio a quello che pubblichi sui social!

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La Stevenson Univeristy, università del Maryland negli Stati Uniti, ha di recente pubblicato un’infografica sulla relazione tra la ricerca di un posto di lavoro e l’utilizzo dei social network da parte del candidato, evidenziando come il 60% dei datori di lavoro dà un occhiata a Facebook e compagnia bella per compiere una scrematura iniziale.

Questo discorso non è rivolto a tutti i settori, tuttavia, anche se non lavori nel mondo del digital, il consiglio è sempre quello di evitare di pubblicare contenuti compromettenti, come post socialmente e politicamente discutibili o foto imbarazzanti che tanto tra 4/5 anni ti vergognerai tu stesso di aver svelato alla tua cerchia di amici e “fan”.

Andiamo, dunque, ad analizzare nel dettaglio i principali social network visionati dalle aziende:

Facebook

Facebook è un social network personale dove uno, tecnicamente, è libero di pubblicare quello che vuole, dalle foto di ogni pasto fatto durante la giornata (discutibile) al selfie davanti allo specchio in palestra (discutibilissimo). Eppure, è senza dubbio quello più utilizzato dai datori di lavoro per farsi un’idea della persona che gli ha appena inviato via mail un Curriculum Vitae in formato europeo, asettico e senza foto.

Consiglio primario, forse non così scontato: controlla sempre la privacy dei tuoi contenuti, evitare di renderli visibili a tutto il globo potrebbe darti una mano in questo senso dato che così facendo, se l’altra persona non è trai tuoi amici, non può vedere tutti tutto ciò che sbatti sulla bacheca.

Se, invece, non hai alcun timore e vuoi sfruttare a pieno la potenzialità dei social network facendo vedere i tuoi post a chiunque, evita almeno di inneggiare ogni giorno alla violenza o al razzismo e/o di pubblicare foto mentre ti rolli una sigaretta aromatizzata o butti fuori l’anima dopo una serata in un club. Saresti contento se il tuo boss lo sapesse? Dubito…

LinkedIn

Al contrario di Facebook, LinkedIn è il social network professionale per antonomasia. Qui i responsabili del reclutamento delle aziende, guardano attentamente il tuo profilo, dalla formazione scolastica alle esperienze lavorative, passando per competenze, certificazioni ecc.

Un aiuto in più può essere, indubbiamente, la pubblicazione di post o articoli che danno prova della tua creatività e dei tuoi interessi, meglio se correlati al settore in cui sta cercando lavoro, almeno l’azienda sa che ne mastichi un po’ di quel business.

Twitter

Citando la ricerca della Stevenson University, Twitter viene utilizzato dai datori di lavoro “per capire i tuoi atteggiamenti professionali e personali”, perciò, fai attenzione al nome che hai scelto di utilizzare e ai contenuti che pubblichi e con cui interagisci. Però diciamocelo, utilizzare Twitter in Italia nel 2017, a scopo personale, ha ancora senso? Mah…

Instagram

Questo social in perenne crescita (link) non è stato considerato dalla Stevenson, tuttavia, se cerchi lavoro nel campo dei social network e della comunicazione digital, vedrai che qualcuno nella azienda per cui ti sei proposto guarderà sicuramente cosa condividi su Instagram e, soprattutto, come lo condividi.

Anche qui, come per Facebook, impostare il profilo come privato può essere un aiuto, sebbene così facendo, le possibilità di “crescere” diventano decisamente limitate. Al contrario, pubblicare contenuti unici, graficamente curati, con gli hashtag giusti e senza frasi di Jim Morrison sotto una foto dei propri piedi, può rappresentare un surplus per le tue chance di essere assunto.

Ci sarebbero anche altri social network da analizzare ma che il tuo possibile datore di lavoro di lavoro non guarderà mai e, probabilmente, non utilizza neanche. Perciò, se stai cercando un lavoro in questo settore – e non solo – fai attenzione a cosa pubblichi sui social e, se sei interessato, mandaci pure il tuo curriculum. Ti avviso, darò un’occhiata ai tuoi profili 🙂

Matteo

Mark Zuckerberg, l’acchiappatutto

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C’era una volta internet, con i suoi tanti motori di ricerca e siti web cliccati giornalmente da milioni e milioni di utenti, ora c’è Facebook – o forse è più corretto dire – ora c’è Mark Zuckerberg.

Dal giorno della sua fondazione, 4 febbraio 2004, ad oggi, il buon Mark ha cambiato e migliorato il suo giocattolino una miriade di volte, facendolo diventare il terzo sito più cliccato al mondo – dietro solo al colosso Google/YouTube – con un contemporaneo ingigantirsi del suo conto in banca: questo giovane ragazzo nato a White Plains, NY, nel 1984, è divenuto nel giro di pochi anni una delle persone più ricche al mondo, con un patrimonio stimato di 61,4 miliardi di dollari; due spicci insomma…

Uno dei suoi punti di forza è sicuramente la strategia con cui sfida la concorrenza. I competitor finiti sotto i suoi potentissimi radar sono già diversi: uno dei primi è stato Instagram, acquistato direttamene da Facebook nel 2012 per la modica cifra di 1 miliardo di dollari e reso ancora più forte di quanto non fosse prima, grazie anche ad uno dei suoi ultimi aggiornamenti: le Instagram Stories. L’estate scorsa ha infatti “copiato” un po’ il nemico Snapchat, condannandolo ad una morte certa, o quasi, e fa un po’ sorridere pensare che il co-fondatore dell’applicazione con il fantasma, Evan Spiegel, nel 2013 ha rifiutato la bellezza di 3 miliardi di dollari per l’acquisto da parte di Mark, affermando che “sono pochi per la mia app”. Risultato? Instagram – e ora anche Facebook – ha incorporato il suo elemento distintivo, facendo così calare drasticamente l’utilizzo di Snapchat da parte dei giovani utenti.

Non contento, poco dopo, Mark ha puntato un altro social, LinkedIn, implementando tra le tante feature di Facebook la possibilità di offrire e cercare posti di lavoro. Per saperne di più potete leggere il nostro recente articolo cliccando qui.

Ma ovviamente non si ferma qui: se li utilizzate spesso, nelle ultime settimane avrete visto un aggiornamento dietro l’altro nei suoi due social network – compreso WhatsApp – sintomo che i giochi non sono ancora terminati, anzi, forse sono solo appena iniziati. Avete visto com’è cambiato da desktop lo strumento di ricerca di Facebook? Non vi ricorda un po’ quello di Google? Avete notato, infine, quanto sta puntando sulle notizie e sulla lotta alle fake news? È proprio di questi ultimi giorni la nuova icona a forma di razzo, visibile nella versione mobile di Facebook, che porta tutti gli utenti in un secondo news feed colmo di articoli e video selezionati direttamente da FB.

Insomma, piano piano, anno dopo anno, aggiornamento dopo aggiornamento, Mark Zuckerberg si sta trasformando in…Internet. Tenetevi pronti e per rimanere aggiornati sulle sue novità seguiteci sulla nostra pagina!

Matteo

YouTube o Facebook: dove è meglio caricare i video?

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Fino a non molto tempo fa la domanda non aveva senso di essere posta: se uno voleva condividere con il mondo il proprio nuovissimo video lo doveva caricare su YouTube o, se proprio voleva fare il trasgressivo, su Dailymotion.

Da quando però Mark Zuckerberg ha deciso di conquistare l’internet, in molti si sono trovati davanti a questo dubbio amletico: dove è meglio caricare i video?

La risposta è una di quelle più gettonate nell’ambito dei social network: dipende! Sì, come al solito, dipende da una serie di fattori: obiettivi, target, ciclo di vita e sì dai, anche dal tuo budget a disposizione.

Dando per scontato che l’aspetto principale per il successo di un video sia la sua qualità e il suo messaggio, andiamo a vedere nello specifico i suddetti fattori:

  • obiettivi e target: bisogna sempre aver chiaro cosa vogliamo ottenere dal video e chi desideriamo raggiungere. Vuoi raccontare ai clienti (o potenziali) la tua azienda che nessuno conosce fuori dalla tua regione? Facebook è la soluzione migliore, essendo un social dove puoi agilmente crearti una “fan base” targettizzata. Vuoi raccontare il tuo nuovissimo prodotto innovativo e vuoi che ne parlino in tanti? È probabilmente meglio YouTube, che grazie alla sua barra di ricerca – più efficiente, sotto questo punto di vista – può far sì che molti utenti trovino il tuo video anche con ricerche correlate al tuo prodotto;
  • ciclo di vita: se vuoi che viva a lungo, devi tenere in considerazione che su Facebook, terminati i giorni di condivisione e quelli, eventuali, di sponsorizzazione, il tuo video finirà facilmente nel dimenticatoio. Su YouTube – e Google – continuerà a vivere grazie alle keyword, ma solo se ben impostate;
  • budget a disposizione: fare pubblicità con un video su Facebook non richiede troppo tempo e, soprattutto, permette di ottenere ottimi risultati senza svuotarsi il conto in banca. Fare pubblicità su YouTube è “leggermente” più complesso e particolarmente snervante per gli utenti, costretti a sorbirsi una pubblicità prima di mettere in play il proprio video preferito.

Infine, c’è un ulteriore aspetto da tenere fortemente in considerazione: se ai tuoi clienti comunichi sul social di Zuck, è indubbiamente più opportuno caricare i video direttamente su Facebook perché dà una maggiore priorità ai propri contenuti rispetto a quelli di altri competitor, come appunto YouTube.

Tenendo quindi in considerazione questi aspetti, rispondere alla domanda iniziale dovrebbe essere molto più semplice. Se ancora non lo fosse, il consiglio è quello di fare dei test e vedere nel lungo periodo quale delle due piattaforme ha portato i risultati migliori!

Contattaci per ricevere maggiori informazioni!

Matteo