Ferie in arrivo? Ecco alcuni consigli per la tua pagina social aziendale!

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Siamo nel bel mezzo dell’estate, ogni mattina è una disgrazia indossare un pantalone lungo o una camicia – fortunatamente non è il mio caso – e le ferie si avvicinano sempre di più. Con i colleghi state già parlando delle spiagge che visiterai o del dolce cazzeggio che accompagnerà le tue lunghe giornate di metà agosto. Ma aspetta, ad una cosa non avete ancora pensato: ai social network dell’azienda!

Cosa fare con le pagine Facebook e compagnia bella? Chi pubblicherà i post? Perderò follower?!?!?1?1!

Sono queste le domande tipiche di chi si preoccupa all’ultimo dei social della propria azienda, ma è un bene dai, vuol dire che un po’ ci tiene 🙂 Se ve le siete poste, non temete che le risposte ci sono!

Se non vendete prodotti estivi, organizzi viaggi o gestisci parchi acquatici, probabilmente agosto è il mese in cui le vostre pagine (e i fan) si possono prendere un po’ di “riposo”, annunciabile in anticipo con un post relativo alla chiusura per ferie e ribadito a ridosso dell’ultimo giorno di lavoro, così magari vi evitate chiamate sul cellulare mentre siete in spiaggia a bervi una moscow mule con tanto di ombrellino rosa.

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Se, invece, avete aggiornamenti, prodotti, servizi che vi interessa comunicare anche durante le fiere – così da mantenere costante la presenza sui social che male non fa – esistono diversi programmi di scheduling, ossia di programmi che ti permettono di organizzare la condivisione automatica dei post sulle principali piattaforme social, escluso Instagram. Il nostro preferito è Hootsuite, ma ce ne sono tanti altri come per esempio Buffer ed EveryPost.

Perciò, se decidete di continuare a pubblicare, pensate per bene a dei post per il periodo in cui sarete in ferie, magari dal gusto estivo o comunque non troppo specifici e noiosi, visto che è molto probabile che anche i vostri fan/clienti lo saranno. Vedrete che quando tornerete dalle vacanze ai vostri follower sembrerà che voi abbiate passato tutto agosto in ufficio… lol

Altrimenti, esistono sempre dei social media manager che fanno tutto questo arduo compito al posto vostro. Contattateci per saperne di più!

 

Matteo

Le 3 cose da evitare ad un social media manager

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In tempi recenti ci siamo occupati delle tre cose da risparmiare ad un grafico: oggi ci occupiamo invece dello stesso numero di cose, ma di fronte ad un social media manager, che, a dispetto del nome, dinnanzi a certe “perle”, tende a diventare “a-social”, sentendosi più a disagio di una nonna quando il nipote non finisce il chilo di lasagne preparatogli nel piatto.

Ma quali sono queste fantomatiche cose da evitare?

3- “i nostri profili social sono bene impostati”

Troppo bello per essere vero (altrimenti non si sarebbero affidati ad un social media manager) e infatti non lo è: pagina facebook con meno informazioni degli orari degli autobus, immagine di copertina assente (“quella del profilo basta e avanza” cit.), profilo instagram con foto che neanche di notte uscirebbero così male, twitter o linkedIn di cui si ignora l’esistenza. Probabilmente era meglio impostato lo studio di dizione di Maurizio Costanzo.

2- “i vostri social network sono attivi?” “Abbastanza”

La classica risposta che suscita un brutto presentimento, ovviamente confermato. Dopo una rapida occhiata ai vari network aziendali, si scopre che le ultime pubblicazioni risalgono a qualche anno prima (probabilmente si decide di pubblicare qualcosa solo durante gli anni bisestili), sentendoti così un “predicatore nel deserto” e capendo subito che anche la pagina creata da tua zia Genoveffa riguardo alle tecniche di annaffiamento dei fiori (con tutto il rispetto per la buona zia Genoveffa) avrà più seguito della tua.

1- “non vedo risultati”

Dopo un mese dall’inizio del proprio operato, il social media manager si sente dire queste parole, ed è costretto a prendersi 4/5 camomille per mantenere la calma. Dopo aver raccolto le macerie/carcasse dei network aziendali affidategli, iniziato a ricevere i primi likes e followers che da quelle parti non si erano mai visti e sembravano come miraggi nel deserto (ricordiamocelo, è da lì che è partito il povero predicatore prima introdotto), si sente dire che non ci sono risultati: va bene che il suo compito è fare seguaci, ma non è che se è partito con quei 12 va scambiato per il Signore.

Enrico

Il Social media manager, ovvero colui che ha le password di Twitter.

Il social media manager è anche detto “colui che ha le password di Twitter”

No. Questa non è farina del mio sacco. (L’ultimo sacco di farina è volato via dalla mia credenza, che poi è un cassetto, da almeno un paio di mesi). Viene da una pagina Facebook che campa prendendo per il culo in giro la vita e le regole delle agenzie pubblicitarie loffie. Di quelle che si prendono molto sul serio. Di quelle popolate da pseudo-persone che per spiegare cosa facciano dicono “facciocosevedoggente”. Sul serio. Senza mezzo grammo di autoironia.

SOCIAL MEDIA MANAGER

A prescindere dall’intro (un po’ lunga, ma la colpa è del caldo, perché quando fa caldo, le intro si sciolgono. Loro si allungano. E i SEO piangono), il succo del post di oggi riguarda i Social Media Manager.

Ordunque, di chi stiamo parlando?

Di qualcuno che non sapendo nulla di quello che fai, si fa pagare per raccontarlo sui social network.

Questa è la media.

E nel mezzo c’è tanta, tantissima mediocrità (altro che  virtù, alla faccia del detto).

Il social media manager nella media non si informa, non va a fondo, al massimo ti fa qualche domanda e spia un paio di competitor e poi parte a programmare i post che pubblicherà per te.

Quello sotto la media, si risparmia anche le domande e manda a te una bella mail (programmando pure quella) chiedendoti cosa dovrà scrivere, per te, sui tuoi social nei prossimi 7, 30 o 90 giorni. Di solito insieme alla fattura.

Quello che interessa a noi è quello che sta sempre sopra, che si diverte, che ci mette passione. Che non si accontenta di un link, o risposte alla spera-in-dio, ma per scrivere qualcosa di sensato su quello che fai, fa’ in modo di capire di cosa si tratti.

Questo genere di SMM non può seguire un fanta-trilione di clienti e se ti dice il contrario o mente o è un caso A. Oppure B, ma mai un F (effe di figo, formidabile, o fenfazionale, come lo definirebbe Jovanotti).

No. Non può, perché pensa a ogni Tweet, o quasi, a ogni post, a ogni aggiornamento. Si organizza, certo. Usa piattaforme di pianificazione e strumenti online per trovare materiale interessante. Ma non scopiazza, non usa la stessa citazione per tutti i clienti e non manda mail programmate (con fatture allegate).

Fa bene il suo lavoro. Cura i tuoi social meglio dei suoi. Quando non ne sa abbastanza, si ferma e STUDIA. Quando non capisce, chiede (non millanta conoscenze di cui nemmeno ha sentito parlare!).

In buona sostanza, il terzo tipo di SOCIAL MEDIA MANAGER, non solo ha password di Twitter (e ti ha mandato un documento per condividerle), ma ti aiuta un casino.

Dove trovarne uno?

Cercando bene, anche qui.